Descrizione
Non c’è argomento più attuale negli ultimi anni di quello legato alle vicende belliche […] E’ un incubo che ritorna e che credevamo allontanato per sempre, forse affrettatamente, forse ingenuamente. […]. In questo scenario complesso, Elena Lupino ha scelto di […] mettere in rilievo alcuni aspetti che oggi ci possono aiutare a capire meglio la situazione, guardando il passato, cercando di apprendere dalla storia e anche da uno strumento internazionale di persuasione e di diplomazia, che oggi sembra diventato obsoleto: il soft power. La capacità di influenzare le altre popolazioni, nazioni, pubblici, elettori, attraverso la presentazione di una modalità persuasiva non legata alla minaccia, alla violenza. Attraverso una seduzione data dalla condivisione dei propri valori, dei propri modelli, della propria grandezza, della propria propaganda. […] La ricerca parte proprio dalla lezione di Antonio Scurati, quella di ricordarci che la guerra è sempre stata parte della cultura occidentale, attraverso narrazioni epiche come l’Iliade e l’Odissea., ma anche attraverso altre forme narrative […] Raccontare la guerra non è una narrazione neutrale, può divenire facilmente propaganda […] In questo ambito è ben noto l’importante ruolo svolto storicamente dalle produzioni hollywoodiane come parte del sostegno alla politica, ai valori e all’establishment statunitense
Il libro si arricchisce di una prospettiva comparata che confronta due immaginari apparentemente molto distanti, che adottano registri culturali forse differenti, estetiche e tecniche narrative differenti, ma che si nutrono di una triste esperienza vissuta. Così nel testo di Lupino il Giappone e la sua cinematografia fanno da controcanto alla narrazione Hollywoodiana e avanzano stilemi, generi e proposte che rapidamente vengono diffuse e apprezzate dal pubblico occidentale, dai film di Kurosawa, agli horror del mostruoso mutante Godzilla, dalle astronavi robot galattici di Mazinga ai castelli volanti di Miyazaki, passando per il cyberpunk.
Elena Lupino, dopo aver aperto con Oppenheimer di Cristopher Nolan, conclude con uno sguardo all’opera più recente dello stesso autore, quella Odissea che sta facendo discutere, ma che nella lettura del regista britannico è un ulteriore monito contro la guerra, l’interruzione dei commerci, la costruzione del nemico, la distruzione dell’ordine internazionale.
Da stralci della prefazione del Prof Manfredi Merluzzi








