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IL
MIO TEMPO
Sembra,
a tratti, quasi di ripercorrere idealmente con lui
il cammino d’una vita. Tra ricordi, nostalgie,
solitudini, tra il rimpianto di un passato felice e
la speranza di un Tempo più giusto, il nostro
Gennaro Liguori ci trascina, con dolcezza
prepotente, nel Suo tempo. Tempo fatto di anni, e
giorni, e attimi, tra dolori, assenze, scelte. Tempo
che però è anche nostro, tempo
condiviso, tempo popolato di presenze care,
d’illusioni, di voci, di paure, di lutti e
d’amori. E’ qui che risiede la potenza delle sue
parole: v’è in esse quel potere (raro,
rarissimo) di condivisione, la possibilità,
per ogni lettore, di riconoscersi in esse. Di
vibrare, d’emozionarsi, commuoversi. Con un
linguaggio piano, rassicurante, il linguaggio
proprio d’una confidenza sussurrata, d’un
racconto ad amici dopo una cena calma, quando gli
odori, i sapori, il calore sembrano confonderci e
spingerci alla franchezza, Gennaro Liguori ci parla
con autenticità profondissima. E c’è
amarezza, a volte, nella sua voce (come nella
magnifica “Terza età”), e c’è
disincanto, e orgoglio e dolcezza (in “Antonio”,
parole d’amore commosse al figlio), e fierezza, e
consapevolezza lucida di sé. E c’è
il dolore, quello estremo, in “La morte di mio
padre”: ma non è dolore urlato, non
è dolore esibito. E’ un dolore pudico, che
sceglie per esprimersi parole delicate, che si
lascia intuire, più che ascoltare, che si fa
percepire, più che vedere. La lirica finale,
sintesi d’un intero percorso, fonde amarezza e
speranza, in un connubio dolcissimo. E con Lui,
vorremmo anche noi “correre, correre per cercare
qualcosa di diverso, prima di chiuderla, questa
vita.”
Daniela
Quelle
del poeta Liguori sono pagine ricche di emozioni
profonde, di tracce di momenti felici e dolorosi
vissuti con grande forza e intensità. Un duro
realismo pervade l'animo rassegnato del poeta che
non sprofonda, però, in un cupo pessimismo
grazie alla dolcezza dei toni lirici e alla speranza
che gli antichi valori e i sentimenti più
puri possano regalare una vita migliore, degna di
essere vissuta. Accenti di grande pathos si fondono
armoniosamente con espressioni leggere, briose, in
cui il poeta non perde mai di vista la fiducia in
una moralità che sembra sempre più
scomparire tra le feroci regole del vivere
quotidiano. Le poesie raccolte in questo testo
permettono al lettore di osservare luci e ombre
della vita del poeta quasi come se la sua esistenza
fosse riflessa in uno specchio d'acqua in cui
è possibile cogliere un animo provato, deluso
ma estremamente limpido, puro.
M.L.
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