I Balcani nella strategia politica dell'Occidente dalle guerre alla democrazia 1991 - 2010

Due grandi avvenimenti hanno risvegliato il cuore dell’Europa dal torpore politico della Guerra Fredda: la caduta del muro di Berlino con il conseguente crollo dei regimi comunisti nel 1989 e lo scoppio della polveriera balcanica nel 1991. Le nuove vicende hanno imposto una ridefinizione dell’architettura geopolitica del vecchio continente, dove si è sfidato il potere delle potenze occidentali. Il banco di prova è stata la crisi dell’ex Jugoslavia. Tale regione, definita di recente Balcani occidentali, è un crogiolo di popoli, dalle più variegate etnie, culture e religioni, impregnati di atavico nazionalismo che si è trasformato ben presto in odio e in guerre fratricide.  

Il verificarsi di azioni belliche in Europa ha impressionato e indignato l’opinione pubblica internazionale, colpita dalla vista di carri armati e campi di concentramento, per la prima volta dopo la seconda guerra mondiale. Oggi, volgendo lo sguardo al passato molti si chiedono: cosa realmente è successo ad un passo da casa nostra? Gli Stati Uniti, i Paesi europei e la NATO, che interessi hanno avuto in un’area arretrata, privata dei più elementari diritti e crocevia di traffici criminali? Quali sono stati i retroscena e le trattative segrete nelle stanze della diplomazia?
Il saggio di Cinzia Battista documenta, con dovizia di particolari, tutto questo e  fa chiarezza non solo sulle tante ombre del passato, ma anche sul contemporaneo processo di democratizzazione, in gran parte ancora sconosciuto, che porterà gli Stati balcanici all’adesione all’UE.  

Il destino di  popoli, così lontani dalla nostra cultura, ma così vicini geograficamente, sarà anche il nostro, nel momento in cui essi entreranno nella “casa comune europea”. È importante imparare a conoscerli, non continuare ad ignorarli.